Clubhouse: Guida alla nuova Radio Social | Iprov

Clubhouse: Guida alla nuova Radio Social

Clubhouse: Guida alla nuova Radio Social

L’ultima tendenza del mondo Social, già sulla bocca degli utenti di mezzo mondo, si chiama Clubhouse.

Un’App che conta già, in pochi mesi, 2 milioni di utenti iOS.
La precisazione che va fatta subito è che Clubhouse è, per ora, un club esclusivo disponibile solo se si riceve un invito e solo se si possiede un iPhone.
Niente dispositivi Android, per il momento.

Cos’è Clubhouse? La Radio Social tra chiacchiere e Privacy

Si tratta di una sorta di Radio Social, dove si chiacchiera all’interno di stanze tematiche.
Uso della Voce e Privacy: sono queste le due prerogative dell’App.

Clubhouse si basa infatti sui messaggi vocali ed è organizzato in stanze virtuali.
Non si può accedere liberamente, ma solo dietro invito da parte di un altro utente che lo sta già utilizzando.
Una volta chiusa la stanza, tutti i messaggi vocali scambiati dagli utenti scompaiono, solo in caso di violazioni segnalate, gli audio restano per accertamenti.

Tutti i messaggi audio postati non possono uscire da Clubhouse: la piattaforma infatti ne impedisce la condivisione, il download o la registrazione.

Questo favorisce di certo una maggior riservatezza, ma, in quanto ambiente chiuso, questo potrebbe essere anche una leva per contenuti offensivi, violenti, razzisti o sessisti. Anche se, ovviamente, questa tipologia di contenuti è vietata e può essere segnalata da chiunque.

Clubhouse: guida all’uso

1. Come ci si iscrive a Clubhouse?

L’operazione è molto semplice: basta scaricare Clubhouse sul proprio iPhone dall’App Store e registrarsi con il proprio numero di telefono, nome, cognome e nickname. Il profilo è quindi molto minimal.
E’ possibile inserire i link ai propri account Instagram e Twitter (no, Facebook no).

2.Tipologia di utenti: moderatori, speaker, ascoltatori

Nelle stanze virtuali si può entrare, ascoltare, intervenire: si alza la mano, si riceve la parola e si apre il microfono.
Si può perfino applaudire (attivando e disattivando il microfono a ripetizione).
Gli utenti possono essere moderatori, speaker e ascoltatori: i moderatori curano la conversazione, invitano gli speaker, danno e tolgono la parola, buttano fuori utenti dalla stanza; gli speaker sono coloro che parlano; gli ascoltatori assistono e possono chiedere di intervenire.
Per abbandonare la chat, si clicca il bottone “leave quietly” con un’emoji del segno della pace, per andarsene in silenzio, senza disturbare.

3. Differenza con gli altri Social

Niente salotto digitale pubblico insomma, niente immagini, testi, video o filtri, niente condivisioni.
Ci si può seguire con gli altri utenti, ma non scrivere. Non esistono commenti o messaggi privati.
Forte è infatti il contrasto tra Clubhouse e tutti gli altri Social Network.
Qui conta solo comunicare con la propria voce, ci si parla, a voce, incredibile. 

“Un nuovo prodotto social basato sulla voce – si legge sul profilo ufficiale di Clubhouse – che permette alle persone, ovunque si trovino, di chiacchierare, raccontare storie, sviluppare idee, approfondire amicizie e incontrare nuove persone interessanti in tutto il mondo”.

Voce, ascolto, comprensione

Differenza anche per ciò che riguarda la fruibilità: non c’è la rapidità con la quale siamo abituati a usare e interagire con Facebook, Instagram, Tik Tok.
Qui i ritmi sono molto più lenti, Clubhouse richiede tempo: a partire dalla necessità di ricevere un invito, sono importanti l’ascolto, la comprensione e l’intervento a voce, non random, ma pensato.

4. Differenza tra Clubhouse e i Podcast

A differenza dei Podcast, le conversazioni in Clubhouse sono in diretta, su invito, e non si possono scaricare, registrare o recuperare in un secondo momento.

5. Le stanze virtuali di Clubhouse

Clubhouse è già stata presa d’assalto da tutti gli Influencer Marketing e della Comunicazione italiani.
Tantissime le stanze infatti a tema Personal Branding, Monetizzazione, Growth Hacking.
Non mancano però le stanze che trattano temi più leggeri o arte, cinema, serie tv, revenge porn, crisi di governo, tecnologia.

L’App è ancora in versione beta, ma si preannuncia già come uno strumento di comunicazione digitale ricco di potenzialità.

 

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