7 tendenze SEO da seguire nel 2015

Le tendenze SEO top da considerare nella costruzione di strategie e bilanci per il 2015, raccontate da Aaron Aders, cofondatore di Digital Relevance.

Ecco qui di seguito le principali tendenze Seo, per implementare strategie davvero efficaci da pianificare nel 2015:









1. Aumento del valore dei link veramente guadagnati (earned)

I link in entrata sono stati a lungo, e ancora rimangono, il principale indicatore off-site di valore, l’autorità, e la fiducia per i motori di ricerca.

Il CMO (Chief Marketing Officer- Direttore Marketing) si deve preoccupare che i canali di ricerca organici si concentrino sulla creazione di contenuti di valore e promuovano questo contenuto a un pubblico specifico con lo scopo di suscitare contenuti e citazioni del brand. Queste sono menzioni e link da contenuti di alta qualità, non un semplice collegamento a una pagina prodotto.

Una citazione rilevante che proviene da una fonte autorevole o da un influencer condiziona positivamente la SEO, genera brand awareness, può aumentare le vendite online, crea lead generation, supporta la crescita del pubblico,  e allora perché non utilizzare questa strategia per la SEO?

2. Aumento dell’importanza del mobile

Il 2014 è stato certamente l’anno del mobile, in questo anno infatti la navigazione di internet da mobile ha superato quella da desktop; questo evento ha segnato un cambiamento fondamentale nel comportamento dei consumatori e di conseguenza ha forti implicazioni anche dal punto di vista SEO.

Gli algoritmi che stanno alla base delle ricerche da mobile sono diversi rispetto a quelli considerati per la ricerca da desktop, bisognerà quindi concentrarsi nel 2015 sullo scenario mobile in modo tale da creare efficacemente esperienze mobile di alta qualità per i consumatori, creando quindi un vero vantaggio competitivo sui propri competitor.

3. Frammentazione della ricerca attraverso piattaforme, dispositivi e canali

Le query di ricerca non solo si stanno frammentando in parole chiave a coda lunga, ma si frammentano anche a causa della varietà di piattaforme e dispositivi da cui avviene la ricerca. Il volume di ricerca si sta spostando via via dai motori su browser web. Questo significa che nel 2015 dovremo ottimizzare la presenza del brand per le ricerche anche su piattaforme come Amazon, Wikipedia, Yelp e app mobile, oltre che sul classico Google.

4. Fusione di leadership e social engagement

L’obiettivo di leadership è stato ai primi posti in questi ultimi anni, molti marchi hanno perseguito aggressivamente le strategie di marketing, con l’intento di posizionarsi come leader di settore.Di per sé, il pensiero della leadership,  senza un engagement  da parte del pubblico in questione, non è sufficiente per ottenere successo nelle ricerche. Le due strategie devono procedere di pari passo.

5. Crescente importanza del traffico di ricerca long-tail

Frasi composte da 1 o 2 parole chiave sono costose e spesso non convertono bene. Al contrario, le query composte da parole chiave a coda lunga tendono ad essere più rilevanti e convertire di più, a causa di una maggiore specificità. I brand che che esercitano un potere di query a lunga coda vedranno grandi risultati nel corso del 2015.

6. Modifica della visualizzazione dei risultati di ricerca

Dobbiamo aspettarci di vedere in Google più risposte in-stream a quesiti come quelli che riguardano risultati sportivi, informazioni meteo etc. Il Knowledge Graph di Google e Google Local Carousel (che sbarcherà a breve anche da noi in Italia) sono funzionalità di Google, che stanno cambiando radicalmente il modo in cui i consumatori visualizzano e interagiscono con i risultati di ricerca. Dobbiamo essere consapevoli di come i nostri brand appaiono nelle ricerche, visto che Google si sta trasformando da motore di informazioni in motore di conoscenza.

7. Crescente bisogno di personalizzazione

Visto che le funzionalità di ricerca diventeranno sempre più sofisticate, i consumatori saranno esposti a più alti livelli di personalizzazione. Ogni persona potrà vedere risultati diversi per la stessa query, a seconda dei dati locali, psicografici e demografici raccolti da engagement precedenti. Bisogna essere pronti ad offrire un livello superiore di personalizzazione ai clienti su tutte le piattaforme di ricerca.

La ricerca organica è ancora in cima

Poiché il canale che ancora spinge la maggior parte dei visitatori, conversioni e clienti tra le aziende B2B e B2C, è la ricerca organica, rimane uno dei canali che i direttori marketing non possono permettersi di trascurare. 

E voi come pensate di prepararvi al 2015?

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